Amsterdam guida il giro di vite per le escort olandesi

Come è noto, in Olanda la prostituzione non è perseguibile. Chiunque sia andato ad Amsterdam ha potuto ammirare le “ragazze in vetrina” del Red Light District. Donne che operano in spazi ristretti ma puliti, tariffari in bella vista, poche ma ferree regole tra cui l’uso del preservativo.

Eppure il comune di Amsterdam, con una svolta epocale, è recentemente passata da “depenalizzazione e tolleranza” ad una vera e propria regolamentazione comunale. Il primo passo è stato la creazione di un registro comunale obbligatorio per escort e agenzie di intermediazione.

Il fine ultimo, ed è proprio da Amsterdam che stanno partendo le maggiori pressioni al governo olandese, è di introdurre una vera e propria “licenza”, un registro nazionale cui aderire obbligatoriamente sia che si sia accompagnatrici/accompagnatori o semplici intermediari.

La tolleranza per la prostituzione degli ultimi decenni ha oggettivamente fatto perdere il controllo della situazione e della reale portata di questo mercato, ha riferito Iris Reshe, portavoce del sindaco di Amsterdam Job Cohen. Se le ragazze del distretto a luci rosse operano in spazi controllabili, chi effettua servizio di escort necessita unicamente di cellulare e notebook, e fa perdere molto facilmente le proprie tracce.

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