Escort in Love, nuovo film con la Cortellesi
E’ di oggi la notizia che l’anno venturo inizieranno le riprese del film italiano “Escort in Love“, che vedrà come protagonista femminile la nota Paola Cortellesi. La regia del progetto cinematografico è affidata a Massimiliano Bruno, che ha scritto la sceneggiatura con Fausto Brizzi.
Il plot della ragazza per bene che si trova ad affrontare la crisi economica e opta per la patinata scorciatoia dell’accompagnamento di lusso sembra poco più che banale (delusioni d’amore, avidità, violenze infantili sembrano essere le uniche leve motivazionali prese in considerazione da sceneggiatori e registi). Non possiamo che notare che anche l’Italia, seppur in ritardo rispetto a UK e USA, si accoda al filone escort: la strada verso un’implicita legittimazione dell’antica arte di mercanteggiare la compagnia con il denaro prosegue quindi anche in terra italica.
Non per essere maligni ma….
Nel momento culminante di uno pseudo scandalo che vede coinvolte escort e alte cariche dello Stato, spunta “casualmente” una fiction (e molto probabilmente sarà una commedia all’italiana, visti gli autori della sceneggiatura) che, prevedibilmente, avrà il compito di addolcire la figura dell’accompagnatrice che in quest’ultimo periodo è contornata nell’immaginario collettivo da una aura negativa, al confine tra illegalità e opportunismo sociale, tra cospirazioni politiche e malizioso avvicinamento al potere per i propri scopi personali.
I casi sono due: o si tratta di una manovra commerciale per sfruttare la rinnovata curiosità attorno al mondo delle escort (mai così alta come in quest’ultimo periodo), oppure è un lavoro su commissione, veicolato e finalizzato a sdrammatizzare una figura, quella della escort, che sta dividendo opinione pubblica, istituzioni, politica, rapporti con il Vaticano.
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One Response to “Escort in Love, nuovo film con la Cortellesi”
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… aspetto di vedere il lavoro prima di giudicare ma leggendo l’articolo mi viene da pensare che attori, sceneggiatori e regista non mi sembrano esattamente del versante politico adatto ad un lavoro su commissione.. semplifico: non mi sembrano di quella fazione politica.. per cui io evito di pensare al lavoro su commissione. è chiaro che le fiction spesso puntano proprio su quello che la gente in quel momento guarderebbe e si gioca molto sulle cose che colpiscono l’opinione pubblica, si chiama marketing. Se presento un prodotto che la gente non guarda è lavoro sprecato. Da ultimo, ma non da ultimo, con una protagonista come Paola e lo “zampino” di Bruno, non può che essere un grande prodotto. Lo aspetto.