Rapporti sessuali in webcam. Un reato.

Rapporti sessuali in videoconferenza.

I rapporti sessuali virtuali costituiscono un reato secondo la Giurisprudenza italiana. In Italia, la pandemia conseguente alla diffusione del Covid-19 ha modificato il modo di interagire con le escort e le accompagnatrici.

Gli abituali frequentatori di escort e di accompagnatrici non possono più recarsi presso gli appartamenti in cui esercitano le ragazze a pagamento. Tantomeno possono invitarle presso il loro domicilio.

Questo in virtù delle limitazioni imposte dal Governo Italiano con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato in data 08 marzo 2020 e successivi. Gli italiani sono in quarantena.

Videoconferenza, videochiamate e rapporti sessuali virtuali.

Alla luce di quanto sopra, le escort presenti in Italia si sono trovate costrette ad adottare nuove forme di contatto con i loro potenziali clienti. Gli incontri occasionali ravvicinati non sono più permessi. Conseguentemente nemmeno i rapporti sessuali a pagamento.

Indi per cui, le accompagnatrici e le top class girl hanno pensato bene di offrire rapporti sessuali virtuali ai loro punters. Come? Mediante le videochiamate e le webcam. Sperando di arginare in questo modo le limitazioni imposte dal Coronavirus.

Di conseguenza, ci si pone un problema: offrire rapporti sessuali virtuali è legale? Possono le escort italiane offrire questo tipo di servizio a pagamento ai loro clienti? Che cosa rischiano? Quali sanzioni, amministrative e/o penali?

Rapporti sessuali virtuali. Reato penale. Magica Escort

I rapporti sessuali virtuali offerti in webcam dalle escort e dalle accompagnatrici in Italia, costituiscono un reato secondo la Cassazione Italiana. (Immagine tratta dal web)

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Noi di Magica Escort abbiamo deciso di non rendere più disponibili gli annunci pubblicitari delle escort e delle accompagnatrici che operano in Italia. Per questa ragione abbiamo messo offline tutti gli annunci a partire dal 08 marzo 2020.

Ci siamo attenuti scrupolosamente alle indicazioni fornite dalla Presidenza del Consiglio italiano. Rinunciando ad integrare, negli annunci pubblicitari stessi delle accompagnatrici, i vari servizi di webcam oggi disponibili.

Abbiamo detto no anche ai rapporti sessuali virtuali. Proprio per garantire, nel nostro piccolo, il rispetto delle norme di restrizione conseguentemente adottate. Per combattere la diffusione del Covid-19.

Sesso in cam: è un reato in Italia.

Citiamo testualmente quanto risulta dalle sentenze emesse dalla Cassazione Italiana. Avere dei rapporti sessuali virtuali mediante pagamento di denaro costituisce un reato. Molte sono le sentenze emesse che avvalorano questa tesi.

Secondo la Cassazione, le prestazioni sessuali eseguite in videoconferenza via web-chat, in modo da consentire al fruitore delle stesse di interagire in via diretta ed immediata con chi esegue la prestazione, con la possibilità di richiedere il compimento di determinati atti sessuali, assume il valore di prostituzione e rende configurabile il reato di sfruttamento della prostituzione nei confronti di coloro che abbiano reclutato gli esecutori delle prestazioni o che abbiano reso possibile i collegamenti via internet, atteso che l’attività di prostituzione può consistere anche nel compimento di atti sessuali di qualsiasi natura eseguiti su se stesso in presenza di colui che, pagando un compenso, ha richiesto una determinata prestazione al fine di soddisfare la propria libido, senza che avvenga alcun contatto fisico fra le parti.

Fonti:

La legge per tutti del 23 aprile 2020.

 

 

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