Revenge Porn contro Giulia Sarti del M5S. Siamo alle solite.

Revenge Porn di nuovo alla ribalta. La deputata del Movimento 5 Stelle Giulia Sarti è stata vittima del revenge porn. Fotografie intime e private diffuse online. Video hot diffusi a macchia d’olio utilizzando i social network. Il caso che ha investito l’esponente del M5S riapre un dibattito che va avanti da molti anni. Creare una legge ad hoc per punire il revenge porn.

In Italia non esiste una legge che punisca penalmente chiunque diffonda in rete materiale sensibile. Senza l’autorizzazione della vittima del revenge porn ovviamente. La pratica è usata in molti casi come vendetta personale. Negli anni scorsi, un parlamentare di Forza Italia ed uno del Movimento 5 Stelle hanno presentato due disegni di legge in Parlamento. Che avevano come obiettivo una nobile causa, peraltro segno di grande civiltà.

Condannare penalmente chiunque decidesse di diffondere materiale a carattere sessuale e/o esplicito senza il consenso del partner. Utilizzando la rete ed i social network. Non ci sono state discussioni parlamentari in tal senso. Quindi, allo stato attuale delle cose, chiunque possa essere accusato di revenge porn rimane sostanzialmente impunito.

Che cos’è il revenge porn?

Semplicemente il revenge porn è la condivisione in rete di foto che riguardano la nostra intimità. Oppure la nostra sfera sessuale. Sia che si tratti di foto reali di nudo sia che si tratti di video personali che riprendono due persone che stanno facendo sesso. Ma anche in atteggiamenti molti intimi ed inequivocabili. Naturalmente senza che ci sia il consenso di entrambi i protagonisti.

Vivendo in un mondo tecnologico che viaggia alla velocità della luce, è chiaro che il revenge porn produce effetti devastanti. Senza dimenticare che, quasi sempre, la diffusione di questo materiale pseudo pornografico o pruriginoso, diventa spesso virale. Primo perché il voyeurismo è diffusissimo. Secondo perché il pettegolezzo è pane quotidiano. Terzo perché i social vivono di questo.

Giulia Sarti vittima del revenge porn. Magica Escort

La parlamentare Giulia Sarti del Movimento 5 Stelle è stata vittima del revenge porn. Una vendetta personale o politica? Oppure il suo account di posta elettronica è stato violato perché custodiva filmini hard e foto di nudo esplicito? (Immagine tratta dal web)

Giulia Sarti ed il revenge porn.

Nel caso specifico della parlamentare trentenne, il dibattito è accesissimo. Non si capisce bene se il materiale “spinto” che la riguarda sia stato diffuso a sua insaputa. Oppure se è stato hackerato qualche suo account di posta elettronica. In questo modo ci sarebbe stata la possibilità di accedere ai files privatissimi e personalissimi della bella Giulia. Facendone un uso improprio.

Qualcuno parla di vendetta politica. Ricordiamo che la deputata grillina è coinvolta in una spiacevole vicenda che riguarda i rimborsi spese ottenuti dal suo partito. Non spetta a noi giudicare. Vedremo cosa verrà appurato nelle sedi opportune. Sta di fatto che la Sarti si è ritrovata in rete in atteggiamenti privati e molto personali. Foto intime e video di sesso con il suo partner. Comunque si veda la questione, ammesso che non ci sia stato il suo consenso, il revenge porn nei suoi confronti è davvero disgustoso.

Quali sono le conseguenze indotte dal revenge porn?

Sono facilmente intuibili. Il problema è che, in molti casi, le conseguenze sono terribili. Molte vittime del revenge porn non sono riuscite a sopportare l’onta subita. Un peso talmente grande da portarle al suicidio. Come non ricordare Tiziana Cantone che si uccise dopo la diffusione di video hot e foto molto compromettenti. Ora, le domande che riscaldano l’opinione pubblica sono molte. Dividono la società in parti uguali.

Certo, non essendoci una normativa che regoli i casi di revenge porn, le cose diventano molto più facili per coloro i quali adottano queste tecniche di vendetta mediatica. Oltretutto, possono riguardare i politici come nel caso di Giulia Sarti. Ma interessano la gente comune spesso e volentieri.

Quando una relazione sentimentale finisce ecco che scatta la vendetta e il revenge porn viene in aiuto a queste persone. Infatti, non accettando la fine di una storia d’amore, utilizzano i momenti intimi immortalati in precedenza per “sputtanare” l’altro.

Revenge porn come arma di vendetta nelle coppie. Magica Escort

In molti casi, il revenge porn è usato come vendetta nei confronti del proprio partner. Diffondendo in rete materiale sensibile e non autorizzato. Che diventa virale in brevissimo tempo. Portando , spesso e volentieri, a delle conseguenze drammatiche. (Immagine tratta dal web)

Non solo, scoprire un tradimento basta e avanza per mettere in atto il revenge porn. Anche nel caso di avventure sessuali di una notte, può succedere questo. Non lo vuoi più fare? Era così bello! Ci siamo pure fatti un video mentre facevamo sesso? Perché non dobbiamo farlo più? Il rifiuto determina la vendetta. Il revenge porn rimane l’ultima risorsa per fare giustizia da soli. Diventando virale in un lampo.

Oggi si fa sesso in tre: lui, lei e lo smartphone.

Prima dell’avvento dei telefoni cellulari, le coppie e gli amanti si preoccupavano di scoprire eventuali tradimenti. La gelosia è sempre un elemento fondante di ogni coppia. Lo sappiamo bene. Vi siete resi conto che lo smartphone rappresenta il terzo incomodo? Come fare l’amore in tre, una delle fantasie sessuali più diffuse.

Normalmente per trovare nuovi stimoli, si possono provare nuove esperienze. Le escort e le accompagnatrici lo sanno bene. Quante coppie annoiate a letto si rivolgono a queste professioniste degli incontri a pagamento. Un modo come un altro per ravvivare il ménage di coppia. Creando nuovi stimoli e nuove forme di eccitazione. Le coppie pagano una escort di lusso per fare sesso in tre in maniera consapevole. Valutando i rischi che sono legati solo ed esclusivamente alla gelosia.

Tra le coppie però c’è un’insolita abitudine. Oltre a fotografarsi le parti intime per poi trasmettere le foto hot al nostro partner in sua assenza, si fanno dei video mentre si fa l’amore. Da rivedere in un secondo momento al posto di un film porno. Attivare la fotocamera durante una sveltina realizza fantasie nascoste. Lo smartphone rappresenta il terzo incomodo. Sempre presente, prontissimo e non fa mai cilecca. Tranne quando la batteria è alla fine.

Un compagno di gioco che potrebbe contribuire a ravvivare il sesso tra due persone che si conoscono da molto tempo. Un gioco erotico che potrebbe avere la sua utilità. Ma non è così nella maggior parte dei casi. Certamente, quando ci si fanno delle foto mentre siamo nudi c’è la complicità del momento. Idem quando filmiamo le nostre prestazioni sessuali in camera da letto oppure in posti e luoghi insoliti.

Mai sottovalutare il revenge porn.

Vuoi che succeda propria a me? La/lo conosco troppo bene. Non farebbe mai una cosa del genere. Invece le cose vanno diversamente molto spesso. La diffusine in rete e sui social del vostro materiale privato e personalissimo, non segue le regole del consenso. Basta uno sgarbo, uno screzio e succede l’imponderabile. Basterebbe non farsi i selfie in atteggiamenti intimi. Vale lo stesso discorso per il filmato amatoriale hard che avete girato in camera da letto.

Ogni tanto la tentazione è forte per cui si prende il mano il cellulare e, mentre siamo prossimi ad un orgasmo, attiviamo la fotocamera o la videocamera. Ignari del fatto che basterà un click per condividere tutto. E l’operazione sarà senza ritorno. Quei maledetti files che vi ritraggono in atteggiamenti inequivocabili non potranno essere più rimossi. Il diritto all’oblio è sancito. Ma la velocità di diffusione delle tecniche del revenge porn è maggiore di qualsiasi tentativo di salvataggio.

Quindi, prevenire piuttosto che curare sarebbe la cosa migliore decisamente. Evitando filmini pornografici e foto pruriginose. Chi abbiamo di fronte è una persona che non conosceremo mai fino in fondo. Le questioni di cuore e le relazioni sentimentali inducono le persone a fare cose impensabili fino ad un minuto prima.

Certo, confidiamo nell’intelligenza delle persone quasi sempre. Dovendoci ricredere il più delle volte nostro malgrado. Qualcuno fa dei parallelismi abbastanza improbabili. Per esempio, quelli che dicono: “non mettere la minigonna che vedrai che nessuno ti stuprerà“. Non è proprio la stessa cosa. In quel caso si è consapevoli della nostra scelta che dipende solo da noi stessi. Nel caso del revenge porn, siamo in due. Dipendiamo dall’onestà intellettuale dell’altro. Che molto spesso ci delude.

I social network si muovono contro il revenge porn.

Facebook si sta muovendo in questo senso. Anche se siamo solo in fase sperimentale. Parte dall’Australia un tentativo di combattere il revenge porn da parte di Facebook. Già adesso, segnalando opportunamente dei contenuti a rischio all’assistenza, possiamo chiedere l’eliminazione dei files incriminati. Come pure il blocco di quei profili personali che hanno diffuso, senza il nostro consenso, alcune fotografie e alcuni nostri video personali.

Ora c’è di più. Quando sospettiamo che il nostro lui/lei si possa vendicare mettendo in atto il revenge porn, possiamo inviare a Facebook tutte le fotografie che riteniamo a rischio. Provvederanno a creare una sorta di marchio sulle foto stesse. Una sorta di impronta digitale che verrà apposta sulle foto. In questo modo, Facebook dichiara che nel caso ci sia un tentativo di diffusione delle stesse, le rimuoverà entro e non oltre sette giorni. Oltre ad impedire la loro condivisione su Instagram e WhatsApp.

No alla condivisione sui social network. Magica Escort

Basterebbe non condividere per ottenere qualche buon risultato. Meglio ancora se evitassimo di immortalare ogni attimo della nostra vita per poi condividerlo in rete. Soprattutto quando riguarda la nostra sfera sessuale. (Immagine tratta dal web)

Rispetto dell’altro, sempre e comunque.

Meglio di nulla sicuramente. Rimaniamo sempre dell’opinione che la nostra intimità debba rimanere tale. La sfera sessuale vive di emozioni e sensazioni che rimangono impresse nella nostra mente e a volte anche nell’anima. Non ha bisogno di essere immortalata con foto piccanti ed audaci oppure con brevi video dal sapore vagamente pornografico.

Per quanto ci concerne, esiste un imperativo categorico. Non fate foto e video durante le vostre avventure sessuali. Solo in questo modo non avrete la tentazione di condividere. Preservandovi anche da ogni possibile vendetta con il revenge porn. NO alle foto e ai video privati. Almeno questa è la nostra opinione. Se non si era capito, siamo oltretutto contrari ad ogni forma di condivisione della nostra vita quotidiana sui social network. L’unico modo per avere un minimo di riservatezza e per non esporsi al revenge porn.

Fonti:

DDay – Articolo del 14/03/2019

Wired – Articolo del 14/03/2019

 

 

 

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